Disturbi psicologici e ipoacusia possono essere correlati: il 21 settembre è la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, e vogliamo cogliere questa ricorrenza per sottolineare il legame che intercorre tra questa malattia e il calo uditivo.

Sempre più studi e ricerche confermano che, con il passare degli anni, le persone anziane con problemi uditivi non trattati corrono maggiori rischi di declino cognitivo. Più precisamente uno studio della Johns Hopkins, prestigiosa Università americana, ha rivelato che il 41% delle persone con ipoacusia non trattata manifesta un peggioramento delle capacità cognitive. In questo senso si presuppone che gli apparecchi acustici possono limitare gli effetti negativi dell’ipoacusia sul cervello.

ipoacusia e Alzheimer

Udito e Alzheimer: capire il filo rosso che li unisce

Il senso dell’udito avviene grazie all’interazione tra orecchie e cervello. Quando qualcuno parla, il cervello interpreta ed elabora i suoni, affinché siano comprensibili. Questo lavoro prende il nome di carico o sforzo cognitivo. Nelle persone con problemi uditivi non trattati, la voce arriva al cervello ma in forma degradata. Per questo lo sforzo che la mente deve compiere per interpretarla è maggiore. Utilizzare maggiori risorse per riuscire ad elaborare i suoni va ovviamente a discapito di altre funzioni, quali memoria e comprensione.

Il parere dei medici è quindi unanime: audiologi e audioprotesisti sono concordi nel riconoscere i benefici significativi offerti dagli apparecchi acustici. Prima si applicano meglio è. L’ipoacusia infatti tende molto spesso a consolidarsi nel tempo e il cervello rischia di “dimenticare” alcuni suoni e disabituarsi ad essi. Per esempio: più il cervello viene privato degli stimoli e dei suoni ad alta frequenza, più difficile sarà riuscire ad elaborarli dopo, nonostante l’utilizzo degli apparecchi acustici.

La funzione degli apparecchi è quella di elaborare i suoni, affinché il cervello possa interpretarli e comprenderli con più facilità. Il loro utilizzo contribuisce a ridurre lo sforzo cognitivo e lascia la nostra mente libera di concentrarsi su altre cose. Ecco perché l’ ipoacusia trattata in tempo può essere d’aiuto anche nella prevenzione delle malattie cognitive come l’Alzheimer.

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