Cosa sono e quali differenze hanno

Si sente parlare spesso di ipoacusia o più generalmente di problemi all’udito, ma forse non sono ancora così diffuse le cifre delle persone affette da ipoacusia o delle sue tipologie: l’ipoacusia trasmissiva e l’ipoacusia neurosensoriale.
L’ipoacusia è uno dei problemi di salute più diffusi al mondo: basti pensare che solamente in Italia oltre 7 milioni di persone hanno disturbi uditivi e che entro il 2050 saranno più di 900 milioni le persone che nel mondo convivranno con una disabilità uditiva (fonte: L’audioprotesista n. 48, http://audioprotesista.it/?p=2344). Le cause principali dell’ipoacusia sono molteplici, ovviamente alla base vi è l’invecchiamento, ma anche ripetute esposizioni a rumori forti, infezioni, otiti e ovviamente una predisposizione genetica. Anche gli effetti sono vari e facilmente riconoscibili: difficoltà nel percepire chiaramente i suoni, difficoltà nel seguire un discorso in un ambiente rumoroso, ascoltare radio e televisione ad un volume elevato, chiedere spesso di ripetere frasi e parole con la persona con la quale si sta parlando. E in più, tutto ciò che questa situazione comporta, ossia frustrazione, stress, irritabilità e conseguente isolamento e rifiuto delle attività sociali.
Nonostante le varie cause, i tipi di ipoacusia sono sostanzialmente riconducibili a due: l’ipoacusia neurosensoriale e l’ipoacusia trasmissiva.
L’ipoacusia trasmissiva è un problema che riguarda l’orecchio esterno o medio. Una delle cause principali è l’infezione cronica dell’orecchio medio. Questa tipologia è il più delle volte trattabile con un intervento di tipo medico o chirurgico.
L’ipoacusia neurosensoriale è quella più diffusa. Ha origine nell’orecchio interno oppure nel nervo acustico. Questa tipologia è persistente e può essere trattata grazie all’impiego di apparecchi acustici.
Vi è poi l’ipoacusia mista che è data dall’unione delle due tipologie principali.
Se hai curiosità o vuoi informazioni più dettagliate sull’ipoacusia, consulta l’Audioprotesista.

